TOP 5 DEL 2018

by - gennaio 30, 2019


Approfitto di questo post per fare un riepilogo del 2018 e per spammare un po’ di libri che, secondo me, meritano un po’ più d’attenzione (o, se già ce l’hanno, di un po’ più di considerazione).

Devo dire che è una scelta abbastanza difficile, perché sono contenta di tutte le mie letture dell’anno scorso (più o meno) - però, a dover stilare una classifica, metto nella top 5 quei libri che, per un motivo o un altro, mi sono rimasti più impressi, quelli che mi hanno “lasciato” qualcosa in più.

Let's get started:


5) IL CIRCO DELLA NOTTE – Erin Morgensteirn

★★★

Odi et amo. Il Circo della Notte è uno stand-alone fantasy che racconta la storia del Cirque des Reves, un circo dei sogni che viaggia in giro per il mondo, incantando i suoi spettatori, per poi sparire da una notte all’altra; questo cirque è anche il palcoscenico di una sfida a colpi di magie e trucchetti tra Celia e Marco, protagonisti di un insta-love che, se devo dirla tutta, non mi ha fatto impazzire. Ad essere sincera, l’intero libro non mi ha fatto impazzire.

È una cosa strana, alla Catullo per davvero. Ho amato profondamente alcuni aspetti di questo fantasy, a cominciare dallo stile dell’autrice – che è fluido, ma allo stesso tempo descrittivo e ricco di immagini – per arrivare ai riferimenti alla Tempesta di Shakespeare (♥) e all’ambientazione: il circo è delineato in maniera vividissima, non solo nella descrizione dei luoghi e delle attrazioni (che, lo ripeto, è davvero degna di nota), ma anche nella storia della sua fondazione.

Il mio problema con Il Circo della Notte è la trama. La sfida tra i due protagonisti aveva un potenziale infinito, ma credo che l’autrice non l’abbia sviluppata a dovere: ci sono dei buchi di narrazione che lasciano un sacco di punti interrogativi, e i personaggi non hanno una caratterizzazione degna di tal nome. Credo che tutto sia stato un po’ sacrificato in nome della storia d’amore tra Celia e Marco, che finisce per prendere il sopravvento sul plot. Ed è un vero peccato.

Resta il fatto che la lettura, in qualche modo, è comunque piacevole, e che – nonostante la trama non mi sia piaciuta - consiglierei questo libro a chiunque anche solo per la scrittura e la bellezza dell’intera “cornice”. Come è possibile, vi chiederete. Non lo so, ma accade, e soffro (ma neanche tanto).   


4) L’UOMO CHE METTEVA IN ORDINE IL MONDO – Fredrick Backman

★★★★☆

È stata una delle prime letture dell’anno scorso. Il libro racconta la storia di Ove, un moderno Scrooge ossessionato dall'ordine e dal rispetto delle regole, che sembra mal sopportare tutto (e tutti) intorno a lui. Finché non scopriamo che dietro i suoi comportamenti e la sua amarezza c'è la tragedia della morte della moglie, che gli ha tolto la voglia di andare avanti. 


La gente diceva che lui vedeva il mondo in bianco e nero.

Ma lei era il suo colore. Tutto il suo colore.

I temi affrontati sono difficili, ma il tono della narrazione è scanzonato e divertente, e i personaggi si fanno amare, dal primo all’ultimo (sebbene non abbiano grandi caratterizzazioni e servano più che altro a mettere in risalto le difficoltà del protagonista). È una lettura che ti fa ridere e ti piangere, e qualunque libro sia in grado di fare questo per me merita, e merita anche tanto. Ah. e se non bastasse, è anche una miniera di aforismi meravigliosi. 


3) STARDUST – Neil Gaiman

★★★★☆

Il mio primissimo approccio a Neil Gaiman. Ancora non ho letto nient’altro di suo, ma sicuramente lo farò presto (American Gods è già nel mio mirino), perché Stardust per me è stato una piccola perla: la storia di Tristran, che parte alla ricerca di una stella caduta da riportare alla sua amata, è un’avventura che non potrei descrivere con altro aggettivo oltre a romantica.

È romantica nell'ambientazione fantastica, nella candidezza del protagonista e dei suoi sentimenti, nei temi che affronta. Anche se non spicca per originalità, riesce a distinguersi attraverso le sotto-trame (quella delle streghe alla ricerca dell’immortalità e quella della lotta per il trono tra Settimus e i suoi fratelli morti) che, lungi dal distogliere l’attenzione dalla trama principale, riescono ad integrarsi perfettamente nella storia, fino a comporre un unicum come i pezzi di un puzzle.

L’abilità di Gaiman nel creare quest’ “equilibrio” narrativo è stata la cosa che mi ha colpito di più a livello strutturale. Ma consiglierei Stardust anche per tutto il resto, dallo stile alla trama alle ambientazioni fortemente evocative.


2) L’AMICA GENIALE - Elena Ferrante

★★★★☆

Be’… questa serie non ha bisogno di presentazioni. Tra l’hype che ha ricevuto e la trasposizione televisiva andata in onda da poco, ormai è forse il topic di letteratura italiana contemporanea più discusso del momento.    

E a giusta ragione: questa serie riesce ad ipnotizzare dalla prima pagina all'ultima. Lo stile di Elena Ferrante è un qualcosa di unico, e sebbene la trama abbia i suoi difetti, la bellezza della scrittura e i personaggi a tutto tondo soppiantano ogni altra cosa. Lila e Lenù sono talmente reali che a volte si arriva a non sopportarle, e l’introspezione psicologica sul loro rapporto è spietata; non risparmia nessuno dei sentimenti negativi che possono emergere nell’amicizia tra donne – l’invidia, la malizia, la competizione. Non fa sconti a nessun personaggio, a nessun tipo di relazione: tutto viene scandagliato fino all’osso, al punto che quando ho chiuso l’ultimo volume, mi sono resa conto di quanto l’onestà della narrazione (che io cerco tanto nelle storie) alla fine possa essere difficile da accettare.

Insomma, se non l’avete recuperata, fatelo: ne vale la pena. Per una volta l’hype è assolutamente giustificato.


1) ANNA DAI CAPELLI ROSSI - Lucy Maud Montgomery

★★★★★

Classico della letteratura per l’infanzia, e dalla scorsa estate, uno dei miei preferiti in assoluto.
Anna è una protagonista che si fa voler bene ad ogni costo, con tutti i suoi pregi e difetti, e la sua storia – un vero e proprio inno all’amore e all’immaginazione - scivola via che è un piacere, scritta con uno stile semplice e leggero - impreziosito da poetismi che spuntano qua e là come funghi.

Ma le cose che mi hanno fatto amare questo libro sono due in particolare: la prima è Gilbert Blythe. Dimenticate i love interest tossici degli Young Adult; Gilbert è la loro antitesi. È il bravo ragazzo che si innamora a prima vista della protagonista e la “corteggia” con delicatezza, senza mai essere invadente; che è sempre rispettoso; che le è amico senza pretendere nulla in cambio; che quando lei lo rifiuta, rispetta la sua decisione e si fa da parte. Ed è lo stesso che le confessa che, anche se lei non cambiasse mai idea - e lui non cercherà mai di fargliela cambiare -, comunque “per lui non potrebbe mai esserci nessun’altra”. Gilbert Blythe, signore e signori. Gilbert Blythe.

E la seconda cosa, forse ancora più bella ed importante, è l’amicizia tra Anne e Diana. Il loro rapporto è la rappresentazione del femminismo, è il modello che tutte le donne dovrebbero seguire: si vogliono bene senza riserve, si sostengono a vicenda, si fanno complimenti sinceri. Tra di loro non c’è mai invidia né animosità, ma solo e soltanto supporto reciproco. Ecco, loro sono l’opposto di Lila e Lenù, ma non per questo sono meno realistiche. O almeno, io rimango convinta che un’amicizia del genere possa esistere – anche se purtroppo non l’ho ancora trovata.

In effetti, l’unico “difetto” di Anna dai capelli rossi è che sembra un sogno ad occhi aperti, e quando lo finisci è un po’ come provare un piccolo lutto. Io ho intenzione di continuare la serie, e per ora ho letto anche Anne of Avonlea e Anne of the Island (in tutto sono 9 libri)… ma non sono come il primo. Il primo è insuperabile.  

Ah, visto che ci sono, faccio anche uno shout-out a Anne with an E, la serie di Netflix tratta da questo libro. Il tono è molto diverso da quello del libro, più dark – soprattutto nella prima serie, che si concentra molto sulla psicologia di Anna, aggiungendo anche dettagli sul suo passato che nel libro non sono presenti – ma è fatta davvero bene, e forse le differenze rispetto al testo servono anche a “migliorare” la storia, a darle maggiore profondità.


È tutto, folks. Spero che qualcuno di questi libri possa almeno incuriosirvi. Alla prossima! :)

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