"Shadow and Bone" (Leigh Bardugo) - REVIEW
La saga dei Grisha è circondata da un hype assurdo, quindi mi sono creata
delle aspettative piuttosto alte; e devo dire che, per il momento, non sono state
deluse: da questo primo volume mi sembra una storia che, nonostante qualche
difetto, mostra delle punte di originalità difficili da trovare nello Young
Adult, oltre ad una semplicità di stile che personalmente apprezzo
molto nelle mie letture.
La protagonista, Alina, è una ragazza
orfana che ha passato la vita nell’ombra, chiusa in un senso di mediocrità che
l’ha sempre schiacciata. Questo finché non scopre di possedere un potere che la
rende una Sun Summoner, l’unica in
grado di distruggere lo Shadow Fold (una “piega” oscura e impenetrabile,
popolata di mostri che si cibano di carne umana), e che le permette di entrare
a far parte del mondo dei Grisha, gli essere più potenti del pianeta.
Si tratta di premesse piuttosto banali,
ma più ci si addentra nel vivo della narrazione e più la trama acquista
spessore, con dei personaggi che – nonostante la base sia in alcuni sensi “scarsa”
– riescono a trasmettere una certa profondità; penso al desiderio di
riscatto di Alina, o al Darkling con le sue contraddizioni. L’autrice riesce
anche a costruire dei colpi di scena che sono una ventata d’aria fresca per lo
YA, e a sovvertire in modo credibile dei cliché “romantici” e maschilisti
tipici della narrativa self-insert
per ragazzine (se vi interessa, ne parlo meglio in questo post). Anche il Grishaverse è ben delineato, con dei
dettagli come i richiami alla cultura russa o il tema del fanatismo religioso
che servono a dargli quel tocco “in più”, che lo rendono più vivido nella mente
del lettore.
Naturalmente non manca qualche
difettuccio qua e là: lo stile è un po’ acerbo in alcuni punti, e l’autrice
qualche volta cade nelle trappole dello Young Adult (ad esempio, non capirò mai
perché tutti i love interest della
protagonista devono essere per forza bellissimi; e perché i personaggi
femminili, fatta eccezione per l’eroina della situazione, devono essere
bistrattati – in questo caso Zoya, Marie e quasi tutte le ragazze con cui Alina
entra in contatto subiscono davvero un trattamento narrativo spiacevole,
bollate come cattive, invidiose, stupide e chi più ne ha più ne metta). Comunque
penso che siano dei difetti “superabili”, e mi auguro che nei prossimi volumi
la narrazione migliori su questi fronti. Intanto dò 4 stelle.
★★★★☆
P.S. La recensione è anche su Goodreads.


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