"Shadow and Bone" (Leigh Bardugo) - REVIEW

by - gennaio 28, 2019

La saga dei Grisha è circondata da un hype assurdo, quindi mi sono creata delle aspettative piuttosto alte; e devo dire che, per il momento, non sono state deluse: da questo primo volume mi sembra una storia che, nonostante qualche difetto, mostra delle punte di originalità difficili da trovare nello Young Adult, oltre ad una semplicità di stile che personalmente apprezzo molto nelle mie letture.

La protagonista, Alina, è una ragazza orfana che ha passato la vita nell’ombra, chiusa in un senso di mediocrità che l’ha sempre schiacciata. Questo finché non scopre di possedere un potere che la rende una Sun Summoner, l’unica in grado di distruggere lo Shadow Fold (una “piega” oscura e impenetrabile, popolata di mostri che si cibano di carne umana), e che le permette di entrare a far parte del mondo dei Grisha, gli essere più potenti del pianeta.

Si tratta di premesse piuttosto banali, ma più ci si addentra nel vivo della narrazione e più la trama acquista spessore, con dei personaggi che – nonostante la base sia in alcuni sensi “scarsa” – riescono a trasmettere una certa profondità; penso al desiderio di riscatto di Alina, o al Darkling con le sue contraddizioni. L’autrice riesce anche a costruire dei colpi di scena che sono una ventata d’aria fresca per lo YA, e a sovvertire in modo credibile dei cliché “romantici” e maschilisti tipici della narrativa self-insert per ragazzine (se vi interessa, ne parlo meglio in questo post). Anche il Grishaverse è ben delineato, con dei dettagli come i richiami alla cultura russa o il tema del fanatismo religioso che servono a dargli quel tocco “in più”, che lo rendono più vivido nella mente del lettore.

Naturalmente non manca qualche difettuccio qua e là: lo stile è un po’ acerbo in alcuni punti, e l’autrice qualche volta cade nelle trappole dello Young Adult (ad esempio, non capirò mai perché tutti i love interest della protagonista devono essere per forza bellissimi; e perché i personaggi femminili, fatta eccezione per l’eroina della situazione, devono essere bistrattati – in questo caso Zoya, Marie e quasi tutte le ragazze con cui Alina entra in contatto subiscono davvero un trattamento narrativo spiacevole, bollate come cattive, invidiose, stupide e chi più ne ha più ne metta). Comunque penso che siano dei difetti “superabili”, e mi auguro che nei prossimi volumi la narrazione migliori su questi fronti. Intanto dò 4 stelle.


★★★★☆


P.S. La recensione è anche su Goodreads.

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