TOP DEL 2019

by - gennaio 05, 2020



Ebbene, sì: con l'inizio di un'altra reading challenge, è anche il momento di tirare le somme di quella appena terminata

Ero un po' indecisa sul numero di libri da inserire nella mia classifica dei preferiti (top 5? top 10? top 20?), ma alla fine ho semplicemente scelto quelli che hanno spiccato - per un motivo o per un altro - nel mio anno; quelli che sono riusciti a tenermi incollata alle pagine o che comunque mi hanno lasciato un'impressione più forte degli altri.

Ecco allora i miei - ben - otto libri preferiti del 2019: 



      


8) Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf

In questo saggio la Woolf scrive dell'ineguaglianza tra i sessi, della sottovalutazione della donna scrittrice, dell'importanza dell'aspetto economico nella vita dei poeti. E soprattutto ripercorre la storia della donna nella letteratura, mostrando come ogni opera sia legata a quelle che l'hanno preceduta, come le grandi scrittrici del passato abbiano spianato la strada alle loro eredi - se solo a quelle eredi venissero date 500 sterline l'anno e una stanza per lavorare in tranquillità.


7) Coraline di Neil Gaiman

Un racconto dalle tinte gotiche che può intrattenere (e spaventare) i bambini, ma anche offrire spunti interessanti per un pubblico più adulto. In Coraline viene tirato in ballo un intero mondo alternativo, con un altro Papà, un'altra Mamma, gatti che parlano e fantasmi di bambini morti - un'accozzaglia di elementi che potrebbe facilmente scivolare nel nonsense, ma che invece viene messa in piedi con la solidità e la scorrevolezza di una storia d'avventura; e da un lato fa sorridere per quel che mostra, dall'altro fa venire la pelle d'oca per le cose che sembra voler sottintendere.


6) La frantumaglia di Elena Ferrante

La Ferrante ha uno stile di scrittura che ti strega, c'è poco da dire; La frantumaglia è una semplice raccolta di lettere e interviste dell'autrice sui suoi romanzi, ma è anche un pozzo di riflessioni assolutamente degne di nota (non solo sulla scrittura, ma anche sulla società, sui media, sulla politica). Consigliatissimo per chi, come me, è stato contagiato dalla Ferrante Fever.




    


5) La canzone di Achille di Madeline Miller

Un retelling dell'Iliade (e di vicende precedenti) che racconta la storia di Achille e Patroclo in una chiave nuova, con una prosa delicata e grande attenzione ai sentimenti... senza però rinunciare alla fedeltà a Omero e alla mitologia greca. Madeline Miller per me è stata una delle migliori scoperte dell'anno (ho divorato anche Circe e non vedo l'ora di leggere altri suoi futuri lavori).  


4) Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson

Titolo che è entrato in corner nella mia classifica dei preferiti, dopo averlo letto negli ultimi giorni di Dicembre! Una storia disturbante, a metà tra il gotico e il surreale, che ci viene raccontata attraverso gli occhi di una protagonista del tutto estraniata dalla realtà. Proprio l'inaffidabilità della narrazione la rende così interessante da seguire, sia per il fascino sprigionato da questo castello/teatro dell'assurdo in cui vivono Mary Katherine e Constance, isolate dal mondo, sia per il mistero che permea l'intera storia, quello dello sterminio irrisolto della famiglia Blackwood. 











🥉

 The surface breaks di Louise O'Neill

Una riscrittura YA della Sirenetta di Andersen che riguarda la storia da un'angolazione femminista, restando fedele alla fiaba originale (con un paio di twist verso la fine) e al contempo sfruttandola per lanciare messaggi positivi. Ho adorato il modo in cui l'autrice è riuscita a mostrare tutto l'orrore delle società patriarcali, e soprattutto il modo in cui il patriarcato plasma le menti delle donne senza che neppure se ne rendano conto. Il libro è edito anche in Italia da Il Castoro con il titolo Il silenzio dell'acqua



🥈

 Fidanzati dell'inverno di Christelle Dabos

Una saga fantasy diversa dal solito, immersa in un'atmosfera di semi-nonsense in cui può succedere tutto e il contrario di tutto. Una giusta dose di follia, la prosa scorrevole e la mitologia che sostiene il world-building sono i punti forti dei tre libri, insieme alle magnifiche ambientazioni. Anche i protagonisti si fanno voler bene: una Ofelia remissiva, intelligente, che cerca di evolversi nel corso delle pagine, e un Thorn burbero che, come gli orchi à la Shrek, va scoperto strato per strato. Mi auguro che il 2020 ci regali l'ultimo volume della saga e che non deluda le mie (alte alte) aspettative per questo gran finale.






🥇

 Stoner di John Williams

Il ritratto fedele di una vita come tante, di un William Stoner qualunque, che però, nel suo piccolo, è glorioso e indimenticabile. A un realismo estremo e a una prosa immediata, senza fronzoli, si accompagna qualche breve passaggio di lirismo che mostra come la bellezza si trovi anche nelle vicende più ordinarie, nelle vite più comuni. Non ho nient'altro da dire: Stoner va letto e basta.



You May Also Like

0 commenti

INSTAGRAM @hollidayyreads