Consigli random #1: libri brevi (< 150 pagine)
Ecco,
in un momento di disperazione ho iniziato a pensare che probabilmente mi ci
vorranno altre tre ere geologiche per portarlo a termine, quindi mi è venuta
un’idea: quella di alternare alla lettura di It qualche romanzo più
breve e leggero, o magari dei racconti o delle novelle.
In realtà mi capita spesso di aver bisogno di qualcosa del genere, di bei libri che diano
un po’ di respiro e non superino le 100-150 pagine. In caso succeda anche a voi, ecco una lista di 5 libri brevi da non perdere (+ 5 titoli bonus):
Avete visto tutti il film con la magnifica Audrey Hepburn, giusto?
...
Be’, io no.
In compenso ho letto il libro di Capote, e per me è stata una bella sorpresa. All’inizio ho storto il naso perché Holly mi è subito sembrata il prototipo ante-litteram della Manic Pixie Dream Girl, "la donna che tutti gli uomini sognano", che arriva in tutto il suo splendore per sconvolgere la vita del protagonista maschile - un modello di donna molto in voga nei libri e nei media, anche se si tratta di uno stereotipo scontato e molto sminuente.
Però nel corso della narrazione Holly si rivela un po’ più profonda di così; anzi, in fin dei conti si rivela la vera protagonista della storia. Mi ha colpita soprattutto la metafora del Gatto: una creatura selvatica che non può essere domata e al tempo stesso non fa che cercare il proprio posto nel mondo. Per tutta la durata della lettura Truman Capote mi ha lasciata un po’ in sospeso, ma alla fine è riuscito a ribaltare l’impressione negativa avuta all'inizio. Assolutamente consigliato.
➢ Il
curioso caso di Benjamin Button di F. Scott Fitzgerald (38 pagine)
«Lo spunto per questa
storia me lo diede una considerazione di Mark Twain, quando si rammaricava che
la parte migliore della vita fosse all’inizio e la peggiore alla fine». Così ha
raccontato Fitzgerald nell’Introduzione ai Racconti dell’età del jazz,
che includevano Il curioso caso di Benjamin Button.
Così in questa storia l’autore ci descrive una vita al contrario, quella di un bambino nato già vecchio e raggrinzito dalle rughe (per l’orrore dei genitori) che più cresce e più ringiovanisce, per arrivare alla morte come bebè, cullato dalla balia.
È una satira divertente sul concetto di invecchiamento, dai tratti quasi grotteschi, però è anche una storia irrimediabilmente triste: Benjamin non viene accettato dagli altri a causa della sua ‘particolarità’, come spesso succede a chi ha qualcosa di diverso dagli altri. L’idea di base molto semplice si trasforma così in un racconto piacevole da leggere che offre qualche buono spunto di riflessione.
Così in questa storia l’autore ci descrive una vita al contrario, quella di un bambino nato già vecchio e raggrinzito dalle rughe (per l’orrore dei genitori) che più cresce e più ringiovanisce, per arrivare alla morte come bebè, cullato dalla balia.
È una satira divertente sul concetto di invecchiamento, dai tratti quasi grotteschi, però è anche una storia irrimediabilmente triste: Benjamin non viene accettato dagli altri a causa della sua ‘particolarità’, come spesso succede a chi ha qualcosa di diverso dagli altri. L’idea di base molto semplice si trasforma così in un racconto piacevole da leggere che offre qualche buono spunto di riflessione.
➢ La
sovrana lettrice di Alan Bennett (95 pagine)
Chi volete che sia la sovrana lettrice in
questione? Ma la unica ed eternissima!
Elisabetta scopre l'amore per la lettura e la vita di palazzo ne viene di colpo sconvolta. Una storia leggera, scritta molto bene, che mi ha intrattenuta durante una delle travagliate odissee gentilmente offerte da Trenitalia (ma lasciamo perdere).
L’idea della letteratura come repubblica di libri che può migliorare la vita delle persone e abbracciare persino la regina d’Inghilterra (!) crea un bel concentrato di ironia e riflessioni, la ricetta giusta per una novella che risulta divertente ma non scontata.
➢ Aspettando
Godot di Samuel Beckett (111 pagine)
“Troviamo sempre qualcosa, vero Didi, per darci l’impressione di esistere?”
“Ma sì, ma sì, siamo dei maghi”
Se vi piacciono le opere teatrali e avete voglia di leggere qualcosa che sia breve ma che offra anche moltissimi spunti di riflessione e di filosofeggiamenti (?), il Teatro dell’Assurdo di Beckett è ciò che fa per voi.
Una storia completamente statica, fondata sull’attesa di un fantomatico God(ot) che non arriva mai. Estragon e Vladimir sembrano due macchiette, coi loro incidenti, i loro botta e risposta comici e quest’attesa eterna e inutile; ma non sono altro che lo smascheramento di ciò che siamo tutti: esseri umani che tentano di dare un senso alla propria esistenza.
➢ La
sottile arte di fare quello che ca**o ti pare di Mark Manson (150 pagine)
Naaah, non fatevi sviare dal titolo: il messaggio di questo libriccino non è “fregatene di tutto”, ma piuttosto “scegli per che cosa vale la pena sbatterti e soffrire nella vita”.
Manson parte dal presupposto che il dolore e i problemi siano inevitabili e che l’unico modo per migliorare la nostra esistenza sia cercare di avere problemi migliori. Una lettura irriverente al punto giusto che racconta la verità per quella che è, in maniera diretta, a volte simpatica, a volte cruda, senza fare sconti a nessuno (a costo di peccare un po' di superficialità in alcune occasioni).
All’inizio di ogni capitolo l'autore racconta degli aneddoti molto divertenti, che sono gli highlight del libro; per il resto, esprime concetti molto validi in modo leggero e senza troppe pretese, e questo rende la lettura piacevole nonostante una certa patina generale di ‘già sentito’.
➳
BONUS TRACKS:
è “Il
piccolo principe” di Antoine di Saint-Exupéry (125 pagine)
è “Candido
o l’ottimismo” di Voltaire (145 pagine)
è “Una
questione privata” di Beppe Fenoglio (129 pagine)
è “La
favola di Amore e Psiche” di Apuleio (103 pagine)
è “L’amico
ritrovato” di Fred Uhlman (92 pagine)












2 commenti
Ciao Antonella, mi sono iscritta al tuo blog. Se adori il fantasy potremo parlarne per ore XD
RispondiEliminaHo visto che hai citato il libro di Bennett: non vedo l'ora di leggerlo, ho trovato solo recensioni positivissime su questo romanze.
Sul libro di Capote potrei farci un pensierino, il film mi è piaciuto moltissimo, anche se credo che il romanzo sia piuttosto diverso, soprattutto nel finale, vero?
Un salutone
Leryn
Ciao, grazie mille per l'iscrizione! E sì, per parlare di fantasy sono sempre disponibile :D
EliminaDi "Colazione da Tiffany" non ho ancora visto il film (SHAME ON ME), quindi non so quali siano le differenze col romanzo. Posso dirti però che il libro è molto breve e lo stile estremamente fluido; penso che possa essere una lettura piacevole anche per chi già conosce la storia :)
A presto!